è

Ogni riccio un capriccio 
Se la leggi, un impiccio
Se ti piace: sei alticcio!

[detto romano]

 

F. era nata a Roma e le piaceva definirsi “migrante”. Sebbene si spostasse assai di rado negli ultimi tempi, migrante lo era di spirito e nell’anima. Lavorava giorno e notte con idee, persone, parole e suoni. Amava i difetti mentre credeva in minima parte nei pregi; li giudicava un imbroglio e una costrizione dell’apparire. Era scaltra e insieme maldestra, ragionava per contraddizioni e non sopportava l’aglio sulle bruschette le sere d’estate, quando in cielo vi era la luna piena.

Alberto Moravia, La coerenza, 1952 – Bompiani

 

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© Lucho, Ritratto in sordina con biro – Bologna, anni venti.
presumibilmente 21 x 14 cm, carta da osteria, inchiostro, strappi

collezione domestica, riproduzione vietata.