faccia a faccia

- come stai?
- bene più o meno
- ho capito
- si dai più o meno, un’ora meno, quella dopo più
- e hai intenzione di continuare per quanto tempo?
- cosa?
- il più e il meno
- ah. mah, mica conto
- ah. e come sai dell’ora?
- che?
- dico, l’ora, come sai che un’ora è quella più e quella dopo è quella meno se non le conti?
- senti non mi incasinare. t’ho detto che sto più o meno bene. ad esempio in quest’ora sarò stato di merda!
- come sei esagerato.
- ma ti senti le domande che mi fai?
- se tu ascoltassi le tue risposte…
- ok, ricominciamo.
- ok.

- come stai?
- sto bene e meno bene.
- ho capito
- in generale, dico. più o meno bene del solito
- perché hai un solito?
- no, non è che c’ho un solito. dico del solito per dire che uno di solito o sta bene o sta male…
- appunto, non è che si sta più o meno bene o più o meno male. del solito poi neppure a parlarne!
- senti, lo vedi che con te non se ne esce?
- ma sei tu che rispondi a cazzo, scusa se sono volgare.
- mah figurati. però no, senti, no! sei troppo… pignolo!
- pignolo? ma esiste ancora questa parola?
- niente, non c’è speranza…
- vabbè allora cambio domanda.
- va’, cambia.
- che hai fatto oggi?
- il computer
- hai fatto… un computer?
- ma no!
- …
- il computer. sono stato tutto il giorno davanti al computer!
- ah. ho capito.
- non è che uno fa i computer, ma ci passa la vita! non li fabbrica, ma praticamente è come se lo facesse.
- scusa eh, ma se uno ci sta tutto il giorno davanti è perché evidentemente ha diverso lavoro da fare. Se poi uno li fabbrica, beh, quello è proprio un altro lavoro.
- si ma resta che ci passi davanti tutto il giorno! non ricominciamo, ti prego.
- okei, non ti innervosire. ti rifaccio la domanda.
- okei.

- che hai fatto oggi? sei stato tutto il giorno davanti al computer?
- e che fai mi anticipi la risposta?
- era per non distrarci…
- si ma ti pare che mi fai una domanda con già la risposta?
- …
- comunque si, si, ho passato tutto il fottutissimo giorno davanti al computer! sei contento adesso?
- io? e che me ne importa!
- ah! neppure te ne importa! e allora che me lo chiedi a fare?
- credevo volessimo sapere… l’uno dell’altro, ecco.. così per parlare…
- sai che ti dico? che non mi interessa proprio nulla di sapere cosa hai fatto tu oggi.
- ah.
- già!
- beh, mi dispiace.
- cosa? se a te non interessa, perché dovrebbe interessare a me?
- mi sembra tuttavia una giusta osservazione.
- bene, almeno su questo siamo d’accordo.
- bene. e adesso?
- ah, non ne ho idea.
- …
- …
- uhm, credo… credo che abbiano suonato…
- hai ancora il computer acceso?
- te l’ho detto che c’ho passato tutto il giorno… tra l’altro sono ancora le 19!