Non sarà il sole a scioglierci tutti Moudry! feat. I Hate My Village

Episodio 4

Con un bastone al basalto mescolava il sole, ignorando il resto dell’umanità che intorno a lui urlava:
avevamo tutti paura che volesse farci secchi, proprio ora che ci eravamo ambientati al prato, all’aria buona. E facevamo bene ad averne, sembrava avversarsi quello che più avevo temuto: Moudry detestava veder crescere delle piante intorno a sé, detestava lasciarsi “infestare” – così aveva detto i primi tempi – dalla loro serenità. “Via il verde, gli alberi, le foglie, nessuna forma di vita che generi vita spontanea: voglio solo uomini- robot!” Moudry non era un tipo a posto, non lo era mai stato. La madre durante la gravidanza aveva continuato a lavorare per la Brush High Tec For Ever, la fabbrica che produce spazzole per l’autolavaggio e lui era uscito fuori così: uno spazzolone senza arte né parte. Ce l’aveva con il mondo intero da una vita e durante la sua aveva studiato per eliminare il bello. Il malfatto più potente gli era stato sollecitato proprio a causa dell’Evoluzione Ambientale, così aveva soggiogato il sole. Praticamente era riuscito a tirarlo giù da un raggio, afferrandolo con la corda ignifuga che progettava da anni per occasioni diaboliche; si sarebbe impegnato a sciogliere il sole, fino a farne colare calore e colore su tutta l’umanità. Un pazzo! Alcuni purtroppo li aveva già stecchiti, ma La Nuova Costellazione avrebbe presto raffreddato la sua triste iniziativa e io in ogni caso stavo già chiamando i rinforzi.

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Artwork dell’album di Alessandro Maida
dal magazine Gagarin Orbite Culturali, Anno 10, n.1 – Febbraio-Aprile 2019

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