3 – Quella lenta riconquista, feat. La Notte delle Streghe con “Klondike”

Episodio 3

Passarono decine di notti da quando Maik e Gilly avevano ruotato la Luna di 180° e io continuavo a percepire nell’aria la svolta: il mondo si preparava a cambiare. I miei vicini di casa e i miei colleghi non se ne accorsero finché non videro spuntare delle roselline verdi dai loro pavimenti. Erano cresciute sul pelo del suolo, un gesto eclatante, avevano smantellato la Statale come pure i rivestimenti delle case, via tutto ciò che era loro di intralcio. La terra stava ribollendo sotto i nostri piedi già da quella notte della Luna, io aspettavo solo una manifestazione concreta e finalmente c’era stata. Arrivarono ispezioni speciali della lega ambiente, guardie forestali di ogni grado, scienziati e chimici qualificatissimi: nessuno che avesse capito quale potenza misteriosa si nascondeva sotto le piccole escrescenze verdi. Tutti noi venimmo interrogati, io non fiatai in nome di Ouò, ma nessuno sapeva. Presto ci abituammo ad avere dell’erba in casa, camminavamo come sopra un tappeto perenne. Una volta un vicino mi raccontò che sua moglie aveva cercato di sradicare le rose vangando il pavimento in cotto, ma che quelle erano ricresciute ancora più forti e più alte, così ora dovevano potarle ogni sera. Altri tentativi di scarso successo erano stati messi in atto dal Comune con le gru di sollevamento: niente riusciva a smuoverle dalle strade, eppure io temevo che qualcuno, di potente e crudele, non si sarebbe facilmente arreso all’evidenza.

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Artwork dell’album di Elena Pagliani
dal magazine Gagarin Orbite Culturali, Anno 9, n.5 - Novembre – Febbraio 2018-19

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