ettari di lettere

Scalzo
irrequieto
saltella dallo stomaco
alla voce
quell’umore
camaleontico
che caratterizza i sonnambuli
al buio
e di giorno
quando vorrebbero svegliarsi
dormono
dormi
vorresti
eppure il ferro
dello schienale in ferro battutto
buttato a schiacciare il letto
rimbomba sul muro
di ferro
e mattoni e calce
e rumoreggia
un calcestruzzo colorato
L’azzurro dicono rilassi la vista
come il cielo
dovrebbe funzionare agli occhi di tutti
i tuoi
i tuoi occhi chiari
Ci vedi?
Mi vedi?
Ti vedi?
Qualcuno chissà
chissà se qualcuno saprebbe rispondere
e che lo faccia se è il caso
l’eventualità in cui non
si usino parole
per trarci in inganno
la lingua biforcuta
spezza la lancia
di tutti i guerrieri anguille
di tutti i laghi dei pescatori di guerrieri anguille
e la fame
nel mondo che minaccia
il mondo
Vivi!
Lo compri il cibo?
quante volte fai la spesa
al giorno?
quante volte riempi
poco il tuo carrello?
al giorno?
di giorno?.
Se solo i supermercati fossero aperti anche la notte
i sonnambuli non avrebbero di che preoccuparsi
Hai mai pensato al caricatore
del parmigiano reggiano?
puzzerà di formaggio
anche lui
e prima o poi
anche lui verrà mangiato da Topo Gigio
Ti ricordi Topo Gigio?
Io mi ricordo la sua voce
sembrava avere la febbre
poi il raffreddore
e poi la febbre e il raffreddore insieme.
Balliamo? Ti va?
A me sempre
Sempre, ballerei sempre
come scriverei sempre
a ettari di lettere anche oggi
ettari come questi:
ettari di lettere.
Oggi come ieri
come quando era ieri
oggi
un minuto fa
ettari ed ettari di lettere.