Fra un anno a tutte le ore

Cigni e figli risalgono la sabbia
spaiati mentre l’acqua
scompiglia la quiete del giorno:
risacche di piccole onde
andata e ritorno
differenziano l’umore del lago
ora insolito ed urgente
come costantemente
il rumore del vento
nelle vele al vento.

Piove poco dopo
quasi un pomeriggio di Novembre
e il frinire appare
sul davanzale di un palazzo
a scale i ricordi e rate di piani:
niente più notti
ma soffitte astrali
e lacustri memorie
di una stagione fa.

Fuori l’asfalto
nero deserto del Carso
steso discioglie la vista:
raduna la lista di un’estate
al termine e di aria sprovvista
poi rimane indifeso
davanti al bollore
che le cicale tornando cantano
fra un anno a tutte le ore.