La disordinata

Figlia di fama ribelle
figlia senza pelle
figlia rubata all’unione
di stelle zitelle:

Acerba, come una radice
senz’acqua acerba
come la terra gravida di polvere
acerba come un fiore
di pèsco senza frutti

Magra, dall’amore a dieta
di anime aggrovigliata
nel senso di rabbia
dello stomaco in fiamme

Infuocata, dalla nube che riceve scariche elettriche
di acqua calda
e fili di gas (di acqua calda)
in cortocircuito velenoso.

Bagnata, come il vento che denuda il mare
e taglia le lacrime agli assetati.
“non date da mangiare a chi di vizi ha fame”
ripete la luna
che guarda chi sulla terra si consuma.

Sottile, come chi perde la bellezza
di stagione in primavera
e si affaccia dalla testa
per tutta la lunghezza magra
delle sue gambe blu.

Incolta, dalla luce dei germogli
che dipingono alla steppa
il bianco di un petalo
di sorrisi e piacere.

Vedova. Come colei che piange
senza aver perdonato
chi di rabbia è consapevole
d’aver presto amato.