un’estate fa

Come una macchina
a muso in giù
schiantata nelle more d’agosto
muore dolcemente
salutando l’estate,
un palo da ombrellone
arrugginito di vecchiaia
ammazza il vento
difendendo un territorio di passaggio
[per entrambe]

Asfalto color seppia
e polvere d’argento
recintano le sabbie
mescolandosi al calore,
vapore estivo

E poi sirene di bandiere
al cielo
fischiano, frusciano, sfregano
tagliando l’aria
quando sott’acqua
il silenzio affoga l’udito
e il paesaggio lunare
dal mare
attutisce ogni paura,
rinnova ogni libertà.