l’importanza di giocare al Rubabandiera

“Quando camminano per strada, i capelli non si scompongono mai. Se sono donne che li hanno lunghi, e lisci anche, gli cadono sempre in modo naturale, senza accecarle a ogni passo o appiccicarsi sulla fronte se fa caldo. E quando è umido, non gli si arricciano mica, in cima, formando batuffoli scomposti: restano impeccabili, sembrano spaghetti e gli circondano il volto in modo perfetto.
Generalmente queste donne, le donne ricche, dai capelli lunghi e lisci, li hanno poi anche color biondo cenere. Perché il castano chiaro è per le donne comuni. Il biondo cenere è quel biondo che non è mai troppo slavato, si risolve in mesches scure di tanto in tanto e alterna il colore della paglia bruciata a quello del più splendente raggio di sole.
Queste stesse donne non superano mai i trentacinque anni di età: anche a quattro anni ne hanno trentacinque e anche quando le altre donne sono poi delle ragazzine con la peluria fine e scura, i brufoli rossi e tredici interminabili anni, loro ne hanno comunque già trentacinque e nessuna macchia sul viso.
Assolutamente piacevoli, le donne ricche da bambine non hanno bisogno di partecipare ai giochi di squadra, quando le altre devono farlo. Non hanno problemi di integrazione o socialità e quindi non sudano mai. Sono sempre al posto giusto nel momento giusto, anche durante il rubabandiera: nonostante non giochino, hanno sempre il fazzoletto in mano dietro la riga della loro squadra, vincente.
Le donne ricche non hanno mai sofferto per un ragazzo che non le volesse. Né ne hanno troppi alle calcagna con l’imbarazzo di dover scegliere. Si sentono corteggiate ma in modo opportuno e ricevono sempre i giusti complimenti. Ricevono spesso anche dei fiori che, così come ogni altro presente, non si sciupano mai. Mai niente è oggetto di deterioramento nelle loro mani e quando hanno necessità di mostrarlo, è sempre privo di qualsiasi difetto, come fosse nuovo.
C’è da dire anche che le donne ricche difficilmente necessitino di qualche cosa: si ritrovano sempre ad avere esaudito un bisogno ancor prima di provarne il desiderio e al solo atto di pensarlo, le donne ricche sorridono già, lievemente e con garbo e mai, mai, con troppa enfasi. E hanno.
Bisogna immaginarle tuttavia sempre in movimento: con le loro gambe lunghe, la pelle liscia e un andamento tonico; le donne ricche sono in grado di attraversare la città a piedi senza mostrare la minima fatica. Indossano sempre abiti eleganti, che però non lo sembrano mai troppo per non essere fuori contesto, e quando capita che piove, non si bagnano mai. Non hanno ovviamente l’ombrello, oggetto scomodo e perennemente umido, eppure restano asciutte, come se sopra le loro teste ci fosse sempre il sole. Non conoscono pozzanghere, né fango e tantomeno strade dissestate. Arrivano sempre puntuali, senza aver bisogno di guardare l’orologio o partire molto presto da casa, e al lavoro non sembrano innervosirsi mai. In realtà non è sicuro che lavorino neppure, quindi non escono tardi e non conoscono la luce dell’ufficio oltre le sette di sera.
Le donne ricche non vivono le mezze stagioni: per loro o è autunno pieno o inverno profondo, o primavera fresca o estate inoltrata. Non hanno mai freddo e non soffrono il caldo, e quando le altre hanno i geloni con la pelle delle mani spaccata, alle donne ricche non si spezza un’unghia e lo smalto rimane brillantemente intatto.
Durante le ore dei pasti le donne ricche sanno sempre cosa mangiare senza macchiarsi mai, o sentirsi indigeste. Terminano quello che hanno nel piatto senza che nessuno se ne accorga e lo scelgono allo stesso modo. Non sporcano mai il tovagliolo quando si puliscono la bocca e non fanno rumore mentre masticano o deglutiscono. Non si strozzano mai, né conservano del prezzemolo fra i denti dopo aver sorriso. Spesso ci si chiede se mangino veramente.
Le donne ricche infine non pesano: grasse non sono, ovviamente, ma neppure troppo magre e quando si spostano il loro corpo è armonioso e non soffre mai nessun tipo di stanchezza fisica. E’ per questo che non invecchiano, né si vedono troppo a lungo per un determinato periodo di tempo. Appaiono dal nulla, così come vanno via e non hanno mai veramente un nome, o nessuno, in fin dei conti, sente mai il bisogno di memorizzarlo sul cellulare.”

Dopo aver letto questo articolo pubblicato su ApparireDonne del mercoledì, la donna ricca distolse lo sguardo dalla rivista e fissò le sue mani: la pelle cominciò a schiarirsi lentamente fino a raggiungere la trasparenza, così anche i polsi, il resto del braccio e poi il corpo tutto.